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Intervento del Procuratore Generale Inaugurazione Anno Giudiziario 2017

31/01/2017

Procura Generale della Repubblica di Lecce

Intervento in aula del Procuratore Generale

per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario del 2017

nell’Assemblea generale della Corte di Appello di Lecce

 

Signor Presidente della Corte di Appello, Autorità, Eccellenza Arcivescovo Metropolita, Signore e Signori,

rivolgo a tutti un saluto cordiale

Sento il dovere, anzitutto, di rendere omaggio al Capo dello Stato, garante dell’unità nazionale.

Un saluto alla dott.ssa Annalisa Pacifici rappresentante del Ministero della Giustizia ed uno, molto speciale, al Consigliere

Valerio Fracassi che oggi, per la prima volta, rappresenta nella sua terra il Consiglio Superiore della Magistratura.

A Valerio Fracassi voglio significare l’orgoglio della magistratura salentina per i risultati del suo impegno, frutto di una intelligente visione della giurisdizione.

Egli è oggi artefice di una stagione del CSM che, giustamente, il vice presidente Legnini rivendica quale esempio di efficienza istituzionale, alta e di qualità.

Domani compirò il mio primo anno da procuratore generale.

Un anno ricco di impegni nessuno dei quali sarebbe stato assolto senza la fiducia della magistratura requirente e giudicante e, soprattutto, senza la collaborazione dei dipendenti amministrativi del Distretto.

Persone che rendono un servizio decisivo in condizioni sempre più difficili e che qui voglio ringraziare uno a uno, compresi i pensionati. Il cancelliere Antonio Paperi, tra questi.

Esprimo gratitudine verso tutte le Forze dell’ordine: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, DIA Capitanerie di Porto, Polizia Penitenziaria, alle Polizie Locali.

So di interpretare il sentimento di tutti se questo grazie lo rivolgo anche -in modo sentito - ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e al Corpo forestale dello Stato.

Ho richiesto a Polizia, Carabinieri, Finanza e Polizie Locali - secondo una prassi attivata dal Presidente

Mario Buffa – una informativa sull’attività svolta .

Ho ricevuto le vostre relazioni.

Vi ringrazio e vi assicuro che sono state molto utili per le mie riflessioni.

L’Avvocatura.

Voglio oggi sottolineare il deciso miglioramento del rapporto con la magistratura registrato nell’ultimo anno.

Siamo consapevoli, signori Avvocati, del vostro imprescindibile ruolo nella tutela costituzionale dei diritti e nell’amministrazione della giustizia.

Per questo obiettivo, troverete una magistratura aperta al vostro contributo, a partire dalla partecipazione al Consiglio Giudiziario, dove in questi anni fattiva è stata la collaborazione dei vostri rappresentanti.

Signore e signori, lo scenario della magistratura in questo Distretto è in rapida evoluzione.

Siamo in attesa del nuovo Capo di Corte, dopo che il Presidente Marcello Dell’Anna, giurista saggio e profondo, ha lasciato il servizio per raggiunti limiti di età.

Nella Procura generale, Nicolangelo Ghizzardi, è il nuovo avvocato della sezione staccata di Taranto, mentre

Ennio Cillo, è da ieri avvocato generale a Lecce. Sono andati via Ferruccio De Salvatore, oggi Procuratore per i minorenni a Bari, e Francesco Agostinacchio, magistrato serio e signorile, che ha concluso una carriera specchiata.

A Taranto c’è da qualche giorno un nuovo Procuratore per i minorenni, Antonella Montanaro, mentre solo da pochi mesi, Carlo Maria Capristo è il nuovo Procuratore della Repubblica della città jonica.

A Brindisi ci sarà un nuovo Procuratore, perché tra qualche mese lascerà Marco di Napoli, un grande magistrato.

Anche a Lecce c’è un cambiamento importante. Lo ha già detto il presidente Scardia, cui rivolgo un saluto cordiale e sinceramente grato per come assolve il duplice impegno. Condivido il suo ottimismo della volontà ma mi permetto di aggiungere, gramscianamente, qualche nota di pessimismo della volontà.

Cambiamento, dicevo.

In Procura non c’è più Cataldo Motta.

Senza enfasi, finisce un’epoca e se ne apre una nuova. Davvero, Motta ha segnato la storia del Salento e della Puglia. Si è identificato con la funzione mettendo a repentaglio la propria vita e quella dei familiari, rinunciando per oltre quarant’anni a un’esistenza “normale”.

Un magistrato preparatissimo, serio, costante, coerente, integerrimo, determinato.

E’ stato il maestro di molte generazioni di avvocati e di magistrati.

Tutti gli siamo riconoscenti.

Noi che abbiamo vissuto con lui questi decenni, sappiamo che la sua casa è sempre stata l’ufficio di Procura.

E Voi tutti sapete che questa non è una metafora.

Motta ha il merito storico di avere compreso tempestivamente la pericolosità e la connotazione mafiosa dell’associazione criminale denominata sacra corona unita .

Ha il merito di aver saputo guidare con intelligenza e lungimirante costanza, la risposta di tutte le istituzioni, non solo della magistratura.

La storia della Puglia e dell’Italia, la nostra stessa vita di cittadini del Salento, sarebbe stata diversa e certamente peggiore senza Cataldo Motta.

Per tutte queste ragioni, avverto intera l’emozione, l’onore e il privilegio, oggi, a nome della Magistratura requirente, a nome dell’Assemblea e a nome di tutti i cittadini, di ringraziare solennemente il Procuratore Cataldo Motta.

Dopo aver detto delle donne e degli uomini della magistratura requirente, posso ora volgere lo sguardo alle attività del Pubblico Ministero nel Distretto della Corte di Appello.

Il tempo previsto dal cerimoniale, non mi consente di riferire qui compiutamente del lavoro svolto.

Per questa ragione il mio intervento oggi è accompagnato da un resoconto scritto (che sarà pubblicato sul nostro sito internet) nel quale diamo conto, in modo trasparente delle attività di tutti gli uffici requirenti.

La prima parte riguarda il lavoro della Procura generale, la seconda parte l’attività delle Procure e della DDA.

L’acquisizione integrale del punto di vista dei Procuratori della Repubblica, ordinari e minorili, mi è parsa utile per offrire un quadro completo dell’evoluzione delle vicende criminali e, più in generale, dell’andamento della giustizia.

Soprattutto mi è parsa necessaria, per dare atto all’Assemblea e alla pubblica opinione dell’encomiabile impegno profuso dai magistrati del Pubblico ministero a tutela della sicurezza e della legalità.

La Procura generale

Noi vogliamo una Procura generale aperta alle istanze delle persone: è questo l’obiettivo che abbiamo perseguito in quest'anno.

Una Procura che - anche per il futuro - vuole porsi in termini di servizio, soprattutto nelle sue competenze di vigilanza, di coordinamento, di impulso.

In proposito, mi piace dirvi che i rapporti istituzionali della Procura generale con le Procure circondariali, le Procure minorili e con la Direzione Distrettuale Antimafia, sono stati e sono molto positivi.

Non vi sono stati conflitti tra le Procure e la DDA: a tutti abbiamo garantito ascolto, condivisione e indirizzo, nel rispetto dell’eguale dignità professionale.

Ci siamo posti al servizio del coordinamento anche vigilando sulle esecuzioni penali e disponendo - perché consentito dalla legge - gli ordini di carcerazione quando i tempi insopportabilmente lunghi dei processi, com’è accaduto di recente, hanno portato alla scadenza dei termini di custodia cautelare.

Sui tempi delle indagini, sento di rivolgere a tutti i pubblici ministeri una riflessione richiamo al rispetto dei termini.

Il tempo delle indagini è anche il tempo della sofferenza delle persone coinvolte e delle loro famiglie.

Un tempo che incide sull’effettività della tutela dei diritti e sui tempi di prescrizione dei reati.

Conosco le difficoltà delle indagini, la pervicacia della criminalità, la sua capacita di rendere difficili gli accertamenti, conosco le carenze degli organici , l’inadeguatezza delle risorse e conosco la vostra abnegazione.

Ma dobbiamo fare di più. Possiamo fare di più come singoli e come uffici requirenti.

Non è possibile, ad esempio, che su materie delicate attinenti l’espressione della volontà popolare e l’elezione delle rappresentanze dei cittadini, non abbiano risposta tempestiva le domande e gli interrogativi sul rispetto delle regole del gioco della democrazia.

Il tema è generale e non riguarda solo il nostro Distretto.

Com’è noto in Parlamento è in discussione la riforma del processo penale che, tra tante soluzioni positive, prevede anche la cd avocazione automatica del Procuratore generale, che interverrebbe, appunto automaticamente, quando siano decorsi tre mesi dalla scadenza dei termini di indagine.

E un’innovazione che giustamente suscita perplessità perché, a tacere d’altro, gli Uffici generali non hanno le risorse personali e materiali necessarie per fare fronte all’impegno.

Il rimedio si rivelerebbe peggiore del male.

Certo, dobbiamo contrastare sul piano associativo e istituzionale la tendenza di chi vuol scaricare sui magistrati tutte le inefficienze del sistema.

Non so se occorra rivedere e rendere più incisive le “finestre” di controllo giurisdizionale, come le ha definite il Presidente Canzio . Certo non credo che la soluzione possa essere trovarsi sul piano gerarchico o disciplinare .

E tuttavia i cittadini hanno diritto di vedere definita in tempi ragionevoli la loro istanza di giustizia, siano essi imputati o vittime di reati.

Venendo all’attività dell’Ufficio che ho l’onore di dirigere, essa è stata ispirata dalla previsione dell’art. 6 del decreto legislativo n. 106 del 2006.

Mi riferisco in particolare al dovere di verificare il corretto esercizio dell’azione penale, il rispetto delle norme sul giusto processo, il puntuale espletamento - da parte dei Procuratori - dei poteri di direzione, controllo e organizzazione delle Procure della Repubblica.

Una previsione ordinamentale che apre ad un nuovo ruolo della Procura generale. Un ruolo che vogliamo interpretare come funzione di servizio, non come esercizio di supremazia.

Sono espressione di questa visione del coordinamento, le intese promosse in quest’anno, in particolare in tre settori chiave:

1) l’azione anticorruzione

2) il contrasto al terrorismo

3) la tutela dell'ambiente

Quanto al primo punto, dico che il

contrasto all’illegalità nella pubblica

amministrazione e nell’economia

deve diventare prioritario.

E non sempre è stato cosi. O perlomeno non in tutte le Procure del Distretto si sono apprezzati risultati al riguardo.

E’ un dato di fatto che a fronte della percezione di una diffusa corruzione, sia nella pubblica amministrazione che tra i privati, fa riscontro un numero eccessivamente basso di processi penali avviati per tali gravi delitti. Il tema è complesso e investe profili diversi, da quello culturale a quello della prevenzione.

Noi abbiamo assunto l’iniziativa - originale e autonoma - di proporre che il Protocollo di collaborazione con l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) trovasse attuazione non già presso le singole Procure della Repubblica, bensì a livello di Corte di appello.

E abbiamo coinvolto la Direzione Distrettuale Antimafia, consapevoli che anche la nostra criminalità mafiosa utilizza gli strumenti della collusione e della lusinga corruttiva .

La nostra proposta è stata accolta dall’ Autorità Nazionale Anticorruzione.

In data 7 giugno 2016, dopo uno specifico lavoro istruttorio, abbiamo siglato col presidente Raffaele Cantone il

Protocollo d’intesa tra l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) e gli Uffici requirenti del Distretto di Lecce

Un’intesa che prevede lo scambio delle informazioni delle indagini penali e dei procedimenti amministrativi, con il compito per il Procuratore generale di vigilare sull’applicazione dei dispositivi di collaborazione.

E’ il primo Protocollo del genere a livello nazionale.

Dopo di noi, la Procura generale di Caltanissetta ha stipulato un accordo analogo.

Prossimamente sarà la volta della Procura generale di Napoli.

Non possiamo che esserne lieti

Peraltro, la verifica dell’attuazione del nostro accordo ha fatto rilevare che la Procura di Taranto ha ben utilizzato l'intesa con ANAC nell’indagine del sostituto Carbone sulla corruzione e concussione nell’assegnazione degli appalti della Marina Militare nella città jonica.

Noi possiamo offrire strumenti di collaborazione e sollecitazione allo scambio informativo. Spetta poi ai Procuratori della Repubblica indirizzare gli Uffici a sfruttare le informazioni di ANAC e riversare ad essa le nostre, assicurando la circolarità delle notizie. Prassi virtuose che possono far conseguire risultati importanti, com’è dimostrato in tante realtà in Italia e del nostro stesso Distretto.

E per conseguirli, quei risultati, vanno impiegate le nostre migliori risorse investigative e vanno coinvolte le altre forze in campo: penso al ruolo importante del Notariato in tema di antiriciclaggio, agli stessi ordini professionali e al sistema bancario.

Ciascuno è chiamato a fare la propria parte, perché la legalità costituzionale è un valore di riferimento da praticare nella realtà.

Circa il rapporto della giurisdizione con l’economia e la pubblica amministrazione, gli esempi della cronaca di questi giorni ci parlano dei guasti di una certa imprenditoria, privata e pubblica, come dire, predatoria; a volte incontrollata e irresponsabile.

E noi conosciamo bene anche i guasti di una criminalità organizzata pervasiva che si impadronisce delle imprese.

Nella mia esperienza di Commissario Straordinario del Governo per i beni sequestrati e confiscati - qualche anno fa - ho assistito allo sforzo della magistratura per trovare regole ed equilibri per rilanciare le aziende confiscate, pur in assenza di normative specifiche.

Certo vi sono state eccezioni - e interventi abnormi - ma la regola nel panorama nazionale è nel senso della responsabilità dell'azione giudiziaria, della consapevolezza delle ricadute dei nostri interventi sull’economia e sul

tessuto sociale.

Il punto è che oggi il rapporto della giurisdizione è con una economia che crea sempre più diseguaglianze ciò che richiede di assumere come criterio ispiratore delle decisioni, il parametro della Costituzione. La frase di Don

Tonino Vescovo che trovate all’inizio del libretto rimanda ai valori costituzionali dell’eguaglianza sostanziale( art. 3 comma2)

Ma sappiamo che è sempre più complicato , per noi, dare risposte all'altezza dei problemi complessi che la società moderna pone alla magistratura.

Non ci sono più cause e processi facili. Tutto è difficile.

La strada maestra, allora, è quella della formazione permanente, della autorevolezza professionale, della competenza.

Senza essere autoreferenziali, aprendoci al confronto con gli altri.

Solo cosi saremo credibili.

Da questo punto di vista voglio dare merito ai Magistrati della formazione decentrata, una struttura divenuta protagonista nella promozione della cultura giuridica nel distretto con il dialogo interdisciplinare, coinvolgendo in attività di alto livello gli Ordini professionali il Centro Studi De Pietro, l’Università e le Associazioni, che colgo l’occasione per ringraziare.

Sul contrasto al terrorismo, la posizione geografica del Distretto di Lecce, terra di transito e di arrivo dei flussi migratori, impone una attenzione ancor maggiore al tema.

La nostra Procura generale, in data 5 maggio 2016, ha sottoscritto, con la partecipazione del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, un Protocollo organizzativo in materia di indagini contro il Terrorismo

Vi hanno preso parte tutte le Procure e la Direzione Distrettuale Antimafia.

L’accordo stabilisce le linee guida per il coordinamento investigativo e lo scambio d’informazioni col controllo del Procuratore generale .

Il tema è quello dei cosiddetti reati spia, delle condotte sintomatiche del pericolo di attività terroristiche. Qui l'attenzione è alta, anche se nel periodo di riferimento, non sono stati colti specifici segnali in ordine a fatti di terrorismo in alcuna delle tre province del Distretto.

Abbiamo ben presente la relazione immigrazione-terrorismo e siamo lontani dalle facili semplificazioni.

Sull’immigrazione, la magistratura di questo Distretto dà prova di equilibrio e capacità di lettura delle vicende.

E anche contro la minaccia terroristica siamo impegnati a combattere con le sole armi del diritto, rifuggendo da pulsioni razziste e autoritarie, nel rispetto delle garanzie e della dignità delle persone.

Quelle stesse armi che abbiamo utilizzato in questi anni per combattere le mafie e sconfiggere il terrorismo interno.

 La materia ambientale.

Anche qui intendiamo vigilare per l’uniforme esercizio dell’azione penale.

Per il prossimo anno, intendiamo realizzare un Protocollo con le Procure del Distretto per sostenere il lavoro di ciascuna e facilitare la conoscenza delle situazioni illecite, valorizzando il ruolo della Procura generale come

interlocutore delle istituzioni territoriali, delle altre Procure Generali,della DNA e della Procura Generale della Cassazione

Espressione di questo nuovo ruolo, che vogliamo interpretare con decisione è l’iniziativa intrapresa a livello nazionale a tutela dell’ambiente marino, con l’avvocato generale Cillo, referente per la materia.

In particolare quando le Procure di Lecce (con l’Aggiunto Mignone) e Taranto (con il sostituto Buccoliero) hanno segnalato interventi per porre fine alla pesca indiscriminata delle oloturie, una specie che svolge una importante funzione di equilibrio dell'ecosistema marino, ricercata e pagata a peso d’oro nei paesi asiatici dove viene utilizzata per la produzione di cosmetici.

Le nostre Procure hanno ipotizzato i delitti di inquinamento e disastro ambientale (452 bis e 452 quater c.p.) ed il tribunale del riesame ha già confermato le ipotesi accusatorie.

Abbiamo allora allertato le Procure Generali di tutta Italia, la DNA e soprattutto la Procura Generale della Cassazione che interesserà le competenti autorità amministrative per evitare che il fenomeno possa estendersi ad altre aree marine nazionali ed internazionali.

L’iniziativa ha trovato apprezzamento in molte Procure Generali distrettuali e giovedì scorso, nella cerimonia per l’apertura dell’anno giudiziario in Cassazione a Roma il Procuratore Generale ha voluto riferire dell’attività virtuosa del nostro Ufficio.

Sappiamo tuttavia che altre urgenze premono.

Mi riferisco all'inquinamento nella città di Taranto, a partire dall'Ilva, dove vigileremo perché non defletta l’attenzione e l’azione inquirente di questi ultimi anni.

Mi riferisco ai problemi - segnalati anche dai Sindaci del Nord Salento, che qui ringrazio - relativi all'inquinamento atmosferico nella provincia di Brindisi: materia difficile e complicata anche in punto di individuazione delle  responsabilità, per la quale tuttavia abbiamo la garanzia di una Procura qualificata, costantemente e attualmente presente sul tema.

Mi riferisco alla materia dei rifiuti a Lecce. Anche qui, non vogliamo fare facile allarmismo e anzi guardiamo con preoccupazione alle strumentalizzazioni dentro e fuori il processo.

Certo, l’azione meritoria della Procura di Lecce, guidata nel settore dall’aggiunto Valeria Mignone, non può sopperire a carenze e non può riempire vuoti di azione.

E certo occorrono le bonifiche, nel rispetto della legge. Nella tutela del territorio, però, sarà sempre più necessaria la vigilanza dei cittadini e quella, fondamentale, delle amministrazioni locali.

Che invece- come segnalano le Procure di Lecce e Brindisi- sembrano in molti casi, consentire o non contrastare adeguatamente la cementificazione delle coste e delle aree di pregio.

Sul punto, voglio ancora ricordare l’ormai famoso e apprezzato in tutta Italia Protocollo sulle demolizioni delle opere edilizie abusive, siglato con la Regione Puglia, per dire che l’intesa deve ritrovare nuovo slancio con un nuovo bando regionale.

Per gli infortuni su lavoro, come promesso l’anno scorso, abbiamo seguito con attenzione la materia: e voglio segnalare gli effetti positivi della corretta applicazione del Protocollo di gestione delle notizie di reato per la Prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, voluto dal Procuratore Vignola.

Passo ora a parlare delle nuove competenze della Procura generale in materia di sicurezza delle sedi giudiziarie.

Abbiamo fatto fronte - in quest’anno - a gare, stipule di contratti e gestione di rapporti negoziali: tutto senza avere personale previamente formato.

Per questo ringrazio i miei bravi funzionari per i risultati assolutamente positivi.

Sono stati rinegoziati tutti i contratti scaduti, stipulati in precedenza dai Comuni di Lecce, Brindisi e Taranto.

Per Taranto, in particolare, abbiamo ottenuto una maggiorazione del 20% sull’importo per la sicurezza degli Uffici,

la cui frammentazione in vari edifici della città, aggrava una situazione già difficile.

Positivo è il ricongiungimento dei due Uffici di Procura da noi richiesta e realizzata con grande tempismo dal collega Capristo, con un importante risparmio di spesa.

A Brindisi, pur con i problemi opportunamente segnalati, non vi sono preoccupazioni particolari.

Per Lecce è in atto un vero e proprio piano di adeguamento della sicurezza.

Tra i tanti previsti, segnalo tre interventi strutturali .

1) In Via Brenta sarà reso presto operativo un sistema di video sorveglianza e sarà rafforzata la vigilanza.

2) Nel palazzo di Viale De Pietro, nell’atrio al piano terra, saranno realizzati gli Uffici dei Carabinieri.

3) L’ingresso di via Stampacchia sarà aperto al pubblico, previa realizzazione delle strutture di controllo.

Vi è piena consapevolezza dell’insufficienza delle misure in atto e di quelle programmate. Intendiamoci, la scelta normativa della diretta gestione ministeriale è giusta.

E anche il Ministero risponde positivamente alle nostre sollecitazioni e ringrazio il direttore generale collega Mungo e i suoi collaboratori.

E tuttavia sono stati affidati alla Corte e alla Procura Generale, servizi che per espressa previsione costituzionale sono di competenza del Governo,con ricadute negative sulla pienezza delle funzioni propriamente giudiziarie.

Venendo all’esercizio della giurisdizione penale in appello i risultati raggiunti sono dovuti allo straordinario impegno dei magistrati giudicanti della Corte di Lecce e di Taranto che ringrazio unitamente ai signori sostituti procuratori generali.

A Lecce, sono stati definiti in secondo grado, con l’accoglimento delle richieste della Pubblica Accusa, delicati processi in materia ambientale, di criminalità organizzata e di traffico di stupefacenti.

Anche la sezione di Taranto, ben diretta nell’anno di riferimento dal collega Mario Baruffa, presenta un bilancio positivo.

Voglio infine menzionare il personale amministrativo della mia Procura Generale, rinviando allo scritto per il resoconto dettagliato di una attività intensa , qualificata, eccellente .

A tutti: ausiliari, funzionari, direttori e alla dirigente, va il mio grazie sincero.

Prima di parlare delle attività del pubblico ministero in primo grado, devo una parola di riconoscimento

all’Ufficio del GIP-GUP di Lecce, per l’importante lavoro con cui fa fronte all’intensa produzione della Direzione Distrettuale e ai Tribunali di sorveglianza di Lecce e Taranto, investiti da una crescente domanda di giustizia

Le Procure: come ho detto, nello scritto troverete per intero le informative dei Procuratori. Dunque, solo qualche flash.

Gli Uffici requirenti minorili, a Lecce e a Taranto, proseguono nella tradizione di eccellenza che li caratterizza. Ottimi gli indici di rendimento con riduzione delle pendenze per entrambi gli Uffici.

La Procura della Repubblica di Lecce, illustra il vasto ambito delle sue attività in un’articolatissima relazione del procuratore Motta. Attività cui da risposta un grande Tribunale come quello di Lecce, diretto dal Presidente Giardino

La Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dall’Aggiunto dr. Antonio De Donno, con riguardo all’andamento della criminalità organizzata, riferisce della persistente operatività sul territorio dell’associazione di tipo mafioso sacra corona unita sebbene con una struttura diversa dal passato, articolandosi attualmente in cellule, composte da un numero non elevato di persone, in collegamento tra loro.

A Brindisi, secondo la DDA è in atto una strategia “difensiva” dei gruppi organizzati.

A Taranto le numerose operazioni di polizia giudiziaria, hanno decimato i vari clan ed è ricorrente il tentativo di costituire nuovi assetti delinquenziali.

Insomma nell’intero Distretto, rispetto alle attività tradizionali, si assiste a una vera e propria mimetizzazione dei gruppi criminali, proiettati comunque a intessere rapporti con l’economia e con le pubbliche amministrazioni territoriali.

La natura mafiosa delle associazioni criminali di tutte e tre le provincie anche quest’anno è stata riconosciuta in sede giurisdizionale.

Il traffico di sostanze stupefacenti, infine, resta il primo dei mercati criminali.

Sembra quasi inarrestabile, l’incremento del traffico di marijuana dall’Albania, benché siano particolarmente efficienti i dispositivi aeronavali e terrestri della Guardia di Finanza, cui va il mio plauso riconoscente .

La Procura della Repubblica di Taranto, ben diretta fino a maggio 2016 dall’Aggiunto Pietro Argentino, segnala la propria attività sul fronte della tutela ambientale, del contrasto alla corruzione delle indagini nella materia delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro che continuano - soprattutto in area ILVA - a mietere vittime  innocenti.

Anche qui, notevole tempestiva è la risposta del Tribunale presieduto dal Collega Lucafò.

Il bilancio dell’attività svolta dalla Procura della Repubblica di Brindisi,infine, è eccellente, sia sotto il profilo  quantitativo che qualitativo. Le pendenze sono diminuite, i numeri sono positivi in tutti i settori di attività.

La Procura  di Brindisi, di cui è stato procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, ha perseguito, con grande impegno e competenza, ogni tipo di reato senza mai rinunziare a esercitare i propri doveri neanche di fronte

alle situazioni più complesse. Ma siamo consapevoli che anche a Brindisi deve essere costante l’attenzione per assicurare la tempestività nella conclusione delle indagini.

E’ bello che nella sua relazione, il Procuratore Di Napoli dica che non solo la Procura, ma la comunità giudiziaria di Brindisi, dunque anche il Tribunale, con quel grande Presidente che è Alfonso Pappalardo, costituisca per i cittadini un preciso punto di riferimento e un concreto motivo di speranza di miglioramento.

Protagonista di questa speranza, voglio essere io a ribadirlo insieme al Procuratore Di Napoli, è anche l’avvocatura di quel Circondario, per l’assoluta correttezza e autonomia che contraddistingue la sua attività.

Brindisi è un modello di armonia, come avete avuto l’orgoglio di dire al Ministro Andrea Orlando in occasione della sua recente visita.

Concludo, citando ancora una volta Marco Di Napoli, che tra qualche settimana concluderà il suo onoratissimo servizio in magistratura.

Durante il concerto di Natale degli uffici giudiziari brindisini egli ha detto: La coesione istituzionale è un dovere personale dei magistrati, al pari della condivisione dell'impegno e della responsabilità

Credo sia un auspicio valido per ogni persona di buona volontà, disposta a lavorare per il bene comune, nell’anno giudiziario che si apre.

Grazie per l’attenzione.

Antonio Maruccia

Lecce, 28 gennaio 2017